Il Content Marketing ha portato l’uomo sulla luna… cosa potrebbe fare per te?

Il Content Marketing ha portato l’uomo sulla luna… cosa potrebbe fare per te?

Il content marketing è di gran moda oggi, tutti ne parlano e ne scrivono ma pochi sanno che il primo, grande e straordinario esempio di marketing della storia umana è accaduto alla fine del 1960. Iniziò con il presidente John F. Kennedy che nel 1961, in piedi davanti al Congresso, dichiarò l’obiettivo di inviare un uomo sulla luna prima della fine del decennio. Il risultato finale è, come tutti sappiamo, lo sbarco storico di Apollo 11.

Possiamo senza dubbio affermare che questa è la più grande storia mai raccontata (fino ad ora) sui contenuti utilizzati come strumento di marketing, come ha da poco dichiarato David Meerman Scott, l’autore del libro “Marketing the Moon: The Selling of the Apollo Lunar Program” nonché uno dei maggiori esperti al mondo di marketing. Questo libro è molto interessante non solo per chi come noi si occupa di marketing ma anche per tutti gli appassionati di spazio e di fantascienza dato che è in grado di raccontarci con una descrizione avvincente le sfide affrontate e il successo finale della commercializzazione di uno dei più grandi successi nella storia americana, un caso di marketing unico al mondo.

Marketing the Moon racconta la storia di come la NASA sia riuscita ad inviare il primo uomo sulla luna ma soprattutto di come abbia aperto la strada all’uso del giornalismo per la creazione di un mito, riuscendo a coinvolgere milioni di persone in tutto il mondo grazie alla narrazione in tempo reale, vista come sinonimo di trasparenza ed autenticità.

Il testo come detto è stato scritto da Scott insieme a Richard Jurek, presidente della Inland Marketing & Communications, entrambi due estimatori e collezionisti di reperti spaziali del programma Apollo.

Come ha affermato lo stesso Scott scrivere questo testo è stata l’occasione per scavare nella vera storia del marketing, grazie al fatto di essere riusciti a coinvolgere lo staff delle relazioni pubbliche della NASA, metà degli uomini che hanno camminato sulla luna, Imprenditori come Boeing e Raytheon nonché giornalisti che hanno scritto la storia del mondo per giornali come The New York Post e Reuters.

8 Lezioni fondamentali da “Marketing the Moon”

Durante la Conferenza Search Engine Strategies del 2012, Scott notava come il content marketing non fosse di certo un concetto nuovo, molti professionisti del marketing si avvicinano entusiasti ai concetti di SEO, SES, dando la priorità ai contenuti ma in pochi si rendono conto che il content marketing è esistito per più di cinquant’anni in un mondo che non conosceva ancora Internet.

Questa recente ondata di popolarità del marketing ovviamente ha attirato molta attenzione e anche parecchi “improvvisatori” che, vedendo in esso una buona opportunità di guadagno, rischiano di bruciare per sempre dei brand a causa della loro incompetenza.

Un must dei SEO è di essere sempre aggiornati su quello che conta e quello che non vale più nulla, sulle nuove strategie per arrivare in cima, sulle “fasi lunari” (per restare in tema) di Google! Scott invece ha trovato ispirazione tornando indietro di mezzo secolo.

Ma arriviamo al clou dell’articolo, i consigli di Scott per un marketing più moderno, pubblicati su “Marketing the Moon”:

  1. Chi scrive i contenuti del marketing deve imparare a lavorare come un giornalista, agire come un giornalista. È esattamente quello che fece il personale del Public Information Office: lavorare come reporter all’interno della loro stessa agenzia, cercando come segugi tutte quelle informazione tecniche che potessero essere trasformate per divenire interessanti agli occhi della stampa e del pubblico.
  2. Una buona idea può essere quella di assumere giornalisti, ottimi scrittori che sanno fiutare una buona notizia. Walter T. Bonney, responsabile dell’allora nascente Public Information Office della Nasa, racconta come il suo team lavorasse in quel periodo non come un gruppo di promotori ma come dei veri giornalisti. Lo stesso Bonney fu attivamente ricercato dalla NASA per ricoprire quel ruolo grazie alla sua esperienza con stampa e mezzi radiotelevisivi. Quello che hanno capito quest’uomo e il suo team, tutti ex giornalisti, fu proprio come far esplodere la notizia e questo fece la differenza per l’operazione in tutto il mondo.
  3. Un altro aspetto fondamentale per lanciare il grandioso evento mondiale fu quello della creazione di materiali e contenuti capaci di sfamare le esigenze di sapere del pubblico. Il team del Public Information Office sapeva bene quali notizie potessero far gola alla stampa e al pubblico e furono così creati dei materiali ad hoc con interviste, effetti sonori, immagini e tutto ciò che potesse catturare l’attenzione del pubblico mondiale.
  4. Un contenuto grandioso dura per sempre e crea la storia, su questo punto credo che servano pochi commenti.
  5. Impara strada facendo: ricorda che con i rischi arrivano grandi soddisfazioni. Tutto ciò che riguardava il progetto dell’Apollo 11 era un campo da scoprire per tutto lo staff, content marketing compreso.
  6. Trasparenza ed autenticità vincono sempre! Fu così anche per Neil Armstrong, il primo uomo a salire sulla superficie lunare che durante il suo famosissimo discorso seguito dal mondo intero, fu libero di dire quello che sentiva senza alcuna imposizione da parte della NASA.
  7. L’attenzione della stampa e del pubblico orbita sempre sui contenuti di valore. La NASA non ha avuto una macchina di PR che ha lavorato per plasmare l’immagine degli astronauti e del programma. Come abbiamo detto il Public Information Office era composto soprattutto da giornalisti che avevano la priorità di divulgare le notizie interessanti agli organi di stampa mondiali, ricordiamo che più di 3.000 inviati lavoravano a Houston per seguire la missione dell’Apollo 11, mentre diverse migliaia erano sparsi in vari paesi dei diversi continenti.
  8. Informare v/s vendere: la NASA non ha fatto nulla per promuovere o vendere l’evento, quel che è stato fatto invece è stato rendere le informazioni libere di circolare in tempo reale. Questo ha permesso a migliaia di persone in tutto il mondo di sentirsi partecipi del programma.

5 Cose su cui un digital marketer dovrebbe riflettere

  1. Agisci in real time: è fondamentale capire l’importanza dell’agire velocemente. Questa deve essere un’attitudine del vostro business (e della vita in generale) che enfatizza l’agire velocemente quando il momento è quello giusto!
  2. Sfrutta il newsjacking: l’arte di utilizzare notizie di risonanza globale per far parlare di sé è una strategia che porta migliaia di link ma bisogna essere bravi… e svelti!
  3. Contenuti incredibili (e credibili): fare SEO su un sito non esattamente interessante può migliorarlo notevolmente ma a patto di creare contenuti grandiosi.
  4. Scrivi come un umano e non come un extraterrestre: scrivere come si parla è fondamentale sulla rete, utilizzare termini SEO o frasi e parole incomprensibili allontanerà gli utenti.

Rendi il tuo sito fondamentale per gli utenti: attrarne di nuovi è solo il primo passo, quel che conta veramente è convincerli a restarci!

Articolo tradotto in italiano con fonte: http://searchenginewatch.com/article/2331475/Content-Marketing-Put-a-Man-on-the-Moon-What-Can-it-Do-For-You


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