Politica e Innovazione, qualcosa può cambiare?

come la politica influisce sull'innovazione by ADS NETWORK

Un Governo più attento a digitalizzazione e ricerca è possibile? Proviamo a rifletterci

La politica è l’arte del buon governo che penetra in ogni aspetto della realtà. Eppure sul tema dell’innovazione pare essere ancora un passo indietro. Prendiamo spunto da un articolo: “Politica e innovazione, binomio non pervenuto” di Emil Abirascid (metti link https://www.startupbusiness.it/politica-e-innovazione-binomio-non-pervenuto/95894/), per parlare di come la politica ignori l’innovazione poiché, in qualche modo, la teme. La classe dirigente attuale, si legge, è “più impegnata a difendere le rendite di posizione che il bene del Paese. Ovviamente le forze dell’innovazione, che sono forze che portano cambiamenti, a volte anche molto profondi, radicali e strutturali richiedono attenzione, richiedono studio, richiedono impegno e non tutti, anzi quasi nessuno tra i politici in gara per governare l’Italia, pare curarsene o avere voglia di studiare e impegnarsi per comprendere opportunità e implicazioni”. La politica del nostro Paese quindi terrebbe in scarsissima considerazione la ricerca e l’innovazione. A sottolinearlo anche un giornale internazionale dedicato alla natura e alle scienze, Nature, che il 20 febbraio 2018 ha pubblicato un articolo dal titolo ‘Italian election leaves science out in the cold’.

I rischi della Disruption

In che modo possiamo sollecitare i politici affinché qualcosa cambi? Ad aiutarci in questa analisi intervengono le riflessioni di Andrea Rangone su EconomyUp. “Non ci sono più alibi: la crescita possibile passa dalla trasformazione digitale” è il titolo del suo articolo, nel quale spiega come non esistano più motivi per rinviare una seria strategia di innovazione e trasformazione digitale nelle imprese italiane. Adottandola il Paese ne guadagnerebbe in competitività, non farlo sarebbe “miopia culturale”. “In uno scenario come quello attuale, nazionale e internazionale, in cui non mancano le risorse finanziarie e si sono creare le condizioni positive per nuovi investimenti, chi non premerà il piede sull’innovazione si precluderà ogni possibilità di crescita e di futuro. Perché la disruption non perdona” scrive Ragone.

Servono azioni concrete e serie, non propagande, per consentire all’Italia di crescere e ai giovani di avere più lavoro. Il digitale è senza dubbio un volano di sviluppo ineludibile per il futuro, e mentre gli altri Paesi avanzano in competitività ed innovazione, l’Italia rischia di perdere il passo.

Possibili proposte per una “Italia innovativa”

Ci permettiamo perciò di inserisci in questo dibattito segnalando alcune proposte avanzate dal Sole 24 ore (metti link http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2017-02-26/la-politica-puo-aiutare-buona-innovazione-103813.shtml?uuid=AEe5Pfd)

  • Offrire un meccanismo di compensazione per evitare che una fetta della popolazione sopporti tutti i costi dell’innovazione, senza trarne alcun beneficio. Il grande vantaggio dell’innovazione è che aumentando la produttività aumenta la dimensione della torta economica. Ma non sempre l’innovazione permette che a beneficiarne siano tutti. È qui che la Politica (quella con la p maiuscola) potrebbe svolgere un ruolo fondamentale.
  • Un’imposta sui robot per finanziare un reddito di cittadinanza per tutti. “Chiaramente questa proposta ha dei problemi: è di difficile applicazione (come si definisce un robot?) e scoraggia l’innovazione. Ma l’idea va nella direzione giusta. Una piccola tassa su Uber potrebbe aiutare a indennizzare, almeno parzialmente, i tassisti che perdono il lavoro e aiutarli a riqualificarsi per trovare un nuovo lavoro. Nel contempo una politica attiva di antitrust dovrebbe garantire che l’entrata di Uber non si traduca in qualche anno in un monopolio di Uber, perché cadremmo dalla padella alla brace”.

Naturalmente questa è solo una sollecitazione che però potrebbe essere estesa a più settori. Di sicuro, per riuscirci, ci vuole lungimiranza e voglia reale di cambiamento. Sapranno, i futuri amministratori, cambiare rotta?

Siamo certi che investire sull’innovazione sarebbe un’opportunità dalle dimensioni incommensurabili. Le aziende e gli imprenditori del settore sono pronti, aspettiamo che anche il Governo possa costruire le basi per la svolta tecnologica!