Prima di cambiare fornitore devi avere in mano cinque cose: il controllo del dominio, gli accessi all’hosting, l’amministrazione del sito, un backup completo e gli account pubblicitari e statistici. Senza il primo non sei padrone del tuo indirizzo; senza gli altri quattro non sei padrone del tuo lavoro.
La buona notizia è che nella maggior parte dei casi basta chiederlo, con la richiesta giusta. Il problema nasce quando si scopre — spesso in quel momento — che il dominio non è intestato a te.

Cosa ti appartiene davvero
Il dominio. È il bene più importante e il più frequentemente fuori posto. Deve essere intestato alla tua azienda come registrante, non all’agenzia. Se è intestato a loro, tecnicamente il tuo indirizzo internet è loro.
Lo spazio hosting e il database. Anche quando il contratto di hosting è stato aperto dall’agenzia, i contenuti che ci stanno dentro sono tuoi.
I contenuti. Testi, foto, schede prodotto, articoli: tutto quello che hai prodotto o pagato.
Gli account di misurazione e pubblicità. Analytics, Search Console, Google Ads, la scheda Google dell’attività, il Business Manager di Meta. Qui succede spesso che siano stati creati dentro l’account dell’agenzia invece che dentro il tuo, con la tua azienda aggiunta come semplice ospite. È una situazione da correggere anche se non stai cambiando fornitore.
Il tema o il codice del sito, se lo hai commissionato su misura. Attenzione: questo è il punto che dipende davvero da cosa dice il contratto — a volte la licenza d’uso è concessa ma la proprietà del codice resta al fornitore. Vale la pena rileggerlo prima di dare per scontato qualcosa.
La lista da chiedere
Copia questa lista e mandala così com’è. Una richiesta precisa ottiene risposte precise, e riduce lo scambio di email.
- Accesso al pannello del registrar del dominio, oppure il codice di trasferimento (chiamato authcode o codice EPP) e la conferma che il dominio non sia bloccato
- Accesso al pannello dell’hosting, con FTP o SSH e i dati del database
- Utenza amministratore del sito, con un indirizzo email che controlli tu
- Backup completo e recente: file del sito e database, in un unico archivio
- Elenco delle caselle di posta attive e delle relative password, o il modo per reimpostarle
- Configurazione dei record DNS in essere, per non perdere la posta durante lo spostamento
- Passaggio della proprietà degli account Analytics, Search Console, Google Ads e della scheda Google dell’attività
- Elenco delle licenze dei plugin a pagamento, con l’indicazione di chi le ha intestate e quando scadono
L’ultima voce è quella che quasi nessuno chiede, e poi diventa un problema tre mesi dopo: se le licenze sono intestate all’agenzia, alla scadenza i plugin smettono di aggiornarsi mentre restano installati sul tuo sito.
Come chiederlo senza far nascere un braccio di ferro
Il tono conta più di quanto sembri. Una richiesta neutra e ordinata ottiene collaborazione; un’email risentita ottiene silenzio o lentezza.
Tre accorgimenti che funzionano:
- Non spiegare perché stai cambiando. Non è dovuto e non aiuta. La richiesta riguarda materiali, non giudizi
- Metti una data. “Entro il 30” è una scadenza; “appena possibile” è un’attesa senza fine
- Chiedi tutto in una volta, con la lista sopra. Le richieste a rate durano mesi
Manda l’email da un indirizzo aziendale che controlli, non da uno gestito dall’agenzia stessa. Sembra ovvio, ma capita: se la tua casella è sul loro dominio o sul loro pannello, tutta la corrispondenza passa da loro.
Se non rispondono
Per il dominio puoi rivolgerti direttamente al registrar dove è registrato. Le procedure per riportare un dominio all’effettivo titolare esistono, e per i domini .it l’ente che li gestisce prevede un percorso di riassegnazione. Serve documentare che l’azienda è la titolare legittima.
Per il sito, se l’hosting è intestato a te puoi accedere e scaricare tutto da solo. Se è intestato a loro la strada è più stretta, e qui conta molto cosa avete firmato.
Per gli account Google, se sei stato aggiunto come ospite puoi almeno esportare i dati storici prima di perdere l’accesso. Fallo subito, non dopo.
Una nota di onestà: sono situazioni in cui il diritto dipende dai contratti e dalle circostanze, e questo articolo non sostituisce il parere di un legale. Quello che possiamo dirti per esperienza è che nella maggior parte dei casi non c’è un contratto scritto, e la questione si risolve parlandosi.
Gli errori da evitare nel passaggio
Spostare tutto in un giorno solo. Dominio, sito e posta vanno spostati in sequenza, non insieme. La posta è la parte più delicata: un record DNS sbagliato e per ventiquattr’ore le email dei clienti spariscono nel nulla.
Fidarsi di un backup mai aperto. Prima di toccare qualsiasi cosa, prova a ripristinare il backup ricevuto su un ambiente separato. Un archivio corrotto lo si scopre nel momento peggiore.
Lasciare il vecchio sito online. Due copie dello stesso sito raggiungibili contemporaneamente creano contenuti duplicati e confondono i motori di ricerca.
Dimenticare i moduli di contatto. Dopo lo spostamento vanno riconfigurati e provati: è la prima cosa che smette di funzionare e l’ultima di cui ci si accorge.
Domande frequenti
Devo avvisare l’agenzia prima di aver ricevuto tutto? Meglio chiedere i materiali prima e comunicare la decisione dopo. Non è scorrettezza: è evitare che una fase delicata si svolga mentre il rapporto si sta chiudendo.
Il sito è mio anche se non ho pagato tutto? Se ci sono fatture aperte, quella è una questione da sistemare a parte. Un fornitore serio consegna comunque i materiali; un cliente serio salda quanto dovuto. Confondere le due cose blocca entrambe.
Quanto dura il passaggio? Il trasferimento di un dominio richiede alcuni giorni per completarsi. Lo spostamento del sito, se il materiale è completo, si fa in una giornata di lavoro. I tempi lunghi dipendono quasi sempre dall’attesa di un accesso mancante.
Perdo posizionamento su Google cambiando fornitore? No, se il dominio resta lo stesso e gli indirizzi delle pagine non cambiano. Il posizionamento si perde quando, con il cambio, si rifà anche il sito e si cambiano gli URL senza impostare i reindirizzamenti.
Se preferisci non gestirlo da solo
Ci occupiamo del passaggio completo: richiesta dei materiali, verifica di quello che riceviamo, spostamento in sequenza di dominio, sito e posta, e controllo che tutto funzioni prima di considerarlo chiuso.
E ti diciamo subito la cosa più importante: qualunque cosa accada, dominio, backup e accessi restano intestati a te.
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