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Come scegliere il server per gestire i siti dei tuoi clienti

Hosting condiviso, VPS, server dedicato o cloud: come scegliere l'infrastruttura per gestire i siti dei clienti, e quando conviene smettere di comprare piani singoli.

Se gestisci più di cinque o sei siti di clienti, il momento in cui conviene passare da tanti piani hosting separati a un’infrastruttura tua arriva prima di quanto pensi. La soglia non è tecnica, è gestionale: quando il tempo che passi a rincorrere pannelli diversi, scadenze diverse e assistenze diverse supera il costo di un server unico, hai già aspettato troppo.

Sotto trovi come si sceglie, cosa serve davvero e cosa si può rimandare.

Quando conviene passare a un server unico per gestire i siti dei clienti

Le quattro strade

Hosting condiviso, un piano per cliente. Va bene finché i siti sono pochi e semplici. Il vantaggio è che ogni cliente paga il suo e tu non hai responsabilità sull’infrastruttura. Il costo nascosto è la frammentazione: pannelli diversi, credenziali diverse, rinnovi scaglionati su dodici mesi.

VPS. Il primo passo serio. Risorse tue, root tuo, e la possibilità di ospitare decine di siti su un’unica macchina. In cambio ti prendi la responsabilità di aggiornamenti di sistema, sicurezza e backup — che è esattamente il lavoro che stai già facendo sui siti, ma un livello più sotto.

Server dedicato. Ha senso con carichi importanti o quando servono garanzie precise su prestazioni e isolamento. Costa di più e la differenza rispetto a un buon VPS la senti solo oltre una certa scala.

Cloud. Paghi quello che usi e cresci a scatti. Ottimo per e-commerce con picchi stagionali, meno interessante per venti siti vetrina il cui carico è piatto tutto l’anno.

Cosa guardare davvero

Le voci che contano quando ospiti siti di terzi, in ordine di importanza:

  • Isolamento fra i siti. Se un sito viene compromesso, non deve poter toccare gli altri. È il punto su cui i piani economici sono più deboli
  • Backup su storage esterno, non sulla stessa macchina. Un backup che vive sul server che stai ripristinando non è un backup
  • Snapshot dell’intera macchina, per tornare indietro in minuti dopo un aggiornamento andato male
  • Versioni di PHP selezionabili per sito. Con clienti diversi avrai sempre qualcuno fermo a una versione vecchia
  • Ambienti di prova, per testare gli aggiornamenti prima di applicarli
  • Posta separata dal web. Ospitare le caselle sullo stesso server dei siti è la scorciatoia che prima o poi presenta il conto: basta un sito compromesso che spedisce spam e finisci in lista nera con tutte le email dei clienti

L’ultimo punto è quello che quasi nessuno considera all’inizio ed è quello che fa più danni.

Il conto che conviene fare

Non confrontare il prezzo del server con il prezzo di un piano hosting: confrontalo con la somma dei piani più il tuo tempo.

Venti siti su venti piani separati significano venti rinnovi da seguire, venti pannelli, venti assistenze da contattare quando qualcosa non va. Su un server unico hai un pannello, una scadenza, un interlocutore. La differenza si misura in ore al mese, e le ore hanno un costo che di solito supera quello dell’hardware.

C’è anche un effetto commerciale: con un’infrastruttura tua puoi vendere hosting e manutenzione come servizio a marginalità tua, invece di rivendere quello di qualcun altro.

Quando invece non conviene

  • Meno di cinque siti. Il tempo di gestione non si ripaga
  • Non hai competenze di sistema e non vuoi acquisirle. Un server mal tenuto è peggio di venti piani condivisi
  • I clienti hanno esigenze molto diverse fra loro, con vincoli di localizzazione o certificazioni specifiche
  • Hai già un fornitore che ti dà pannello unico e assistenza in italiano a un costo ragionevole: stai già ottenendo il beneficio senza il rischio

Le responsabilità che ti prendi

Vale la pena dirlo chiaramente, perché è la parte che si scopre dopo. Ospitando i siti dei clienti diventi il responsabile di:

  • Aggiornamenti del sistema operativo e dei servizi
  • Sicurezza perimetrale e monitoraggio
  • Backup, e soprattutto prova periodica del ripristino
  • Continuità del servizio, con quello che comporta quando qualcosa si rompe di sabato

Non è un deterrente: è il motivo per cui questo servizio si fa pagare. Ma va messo per iscritto nel contratto con il cliente, insieme ai limiti di quello che garantisci.

Domande frequenti

Quanti siti reggono su un VPS? Dipende dal tipo di siti, non dal numero. Trenta siti vetrina con poco traffico pesano meno di tre e-commerce attivi. Il parametro da guardare è la memoria disponibile e il numero di processi PHP contemporanei, non il conteggio dei domini.

Serve un pannello di controllo? Se gestisci siti di clienti sì, quasi sempre: ti fa risparmiare ore su utenze, database, certificati e caselle. Il costo della licenza si ripaga con il tempo che non passi da riga di comando.

Posso spostare i siti dei clienti senza interruzioni? Sì, preparando tutto sul nuovo server e spostando il traffico solo a lavoro finito. La parte delicata è la posta, che va spostata con attenzione per non perdere messaggi.

Chi risponde se il server va giù? Tu, davanti al cliente. È il motivo per cui la scelta del fornitore conta più delle specifiche tecniche: un server veloce con assistenza lenta è un problema, non un vantaggio.

Se vuoi ragionarci insieme

Guardiamo quanti siti gestisci, che tipo sono e quanto tempo ci passi, e ti diciamo se conviene un server tuo o se stai meglio dove sei. Se la risposta è la seconda, quella è la risposta che ricevi.

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Domini, hosting e infrastruttura — ADS Network, dal 2005.

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