Gestione campagne Google Ads
Google Ads intercetta chi sta già cercando quello che vendete. È il canale con l'intenzione d'acquisto più alta: chi digita "impresa edile Salerno" o "software gestionale magazzino" ha un bisogno adesso, non fra sei mesi.
Costa più per clic rispetto ai social, ma converte molto meglio. Il problema è che quasi nessuno misura fino in fondo, e ci si ferma ai clic — che non sono un risultato, sono un costo.
Il calcolo da fare prima di attivare
Quanto potete permettervi di spendere per acquisire un cliente? È il numero che determina tutto il resto.
Se un cliente vale mediamente 3.000 euro e il vostro margine è del 30%, potete investirne fino a 900 per acquisirlo e restare in guadagno. Con un tasso di conversione del 5% sulle richieste, significa che un clic può costarvi fino a 45 euro e la campagna resta sostenibile.
Senza questo calcolo ogni budget è una scommessa. Con questo calcolo diventa una decisione, e si sa quando fermarsi.
Le esclusioni valgono quanto le parole scelte
È la parte del lavoro che quasi nessuno fa e che determina metà del risultato.
Una campagna su "realizzazione siti web" senza esclusioni raccoglie anche chi cerca "realizzazione siti web gratis", "corso realizzazione siti web", "realizzazione siti web fai da te". Sono clic pagati da persone che non compreranno mai.
Analizziamo settimanalmente i termini di ricerca effettivi e costruiamo la lista di esclusioni. Su una campagna trascurata è normale scoprire che il 30-40% del budget se n'è andato in ricerche irrilevanti.
La pagina di destinazione decide il costo per contatto
Si può ottimizzare un annuncio all'infinito, ma se porta a una home generica il budget si disperde.
Chi clicca su "preventivo impianto fotovoltaico" deve arrivare su una pagina che parla di quello, con il modulo visibile senza scorrere. Ogni passaggio in più fa perdere una parte dei visitatori — e ogni visitatore perso è un clic già pagato.
Costruiamo pagine dedicate per le campagne principali e le misuriamo. È lì che si decide quanto vi costa una richiesta, molto più che nella scelta delle parole chiave.
Performance Max: attenzione
Google spinge molto su questo formato automatico, che distribuisce il budget su ricerca, display, YouTube, Gmail e Maps decidendo da solo.
Funziona bene in alcuni casi — e-commerce con catalogo ampio, aziende con storico di conversioni consistente. Funziona male quando i dati sono pochi: l'automatismo ha bisogno di conversioni per imparare, e senza brancola.
Per un'azienda che parte da zero consigliamo di iniziare dalla rete di ricerca, accumulare dati per qualche mese, e valutare l'automazione dopo.
Cosa misuriamo
- Costo per contatto — quanto spendete per ogni richiesta ricevuta
- Qualità dei contatti — quanti diventano trattative reali
- Rendimento per campagna — quale porta i clienti migliori, non i più economici
- Termini di ricerca sprecati — dove finisce il budget senza produrre nulla
- Quota impressioni persa — quanto mercato non state raggiungendo e perché
Cosa comprende il servizio
- Analisi del mercato, dei concorrenti e delle ricerche di settore
- Calcolo del budget sostenibile sui vostri numeri
- Creazione e configurazione delle campagne
- Pagine di destinazione dedicate dove servono
- Tracciamento conversioni con configurazione analytics
- Gestione settimanale delle esclusioni
- Ottimizzazione offerte e annunci
- Report mensile con i dati che contano
Il budget pubblicitario è separato
Il nostro compenso riguarda la gestione. Quello che si paga a Google va direttamente a loro e non passa da noi.
Lo diciamo con chiarezza perché non sempre è ovvio: un preventivo che non distingue le due voci nasconde qualcosa. Vedrete sempre quanto costa il servizio e quanto il budget media.
Questa pagina fa parte del nostro servizio di digital marketing.