Prima di tutto, una verifica che richiede dieci secondi: cerca su Google site: seguito dal tuo dominio, senza spazio. Se compaiono risultati, il sito è indicizzato e il problema è di posizionamento. Se non compare niente, il problema è che Google non ha le tue pagine, ed è una cosa completamente diversa.
Da questa distinzione dipende tutto quello che devi fare dopo.

Caso A — Il sito non è indicizzato
Le cause, in ordine di frequenza:
La spunta che scoraggia i motori di ricerca. In WordPress c’è un’opzione, in Impostazioni → Lettura, che chiede ai motori di non indicizzare il sito. Si attiva durante lo sviluppo e ci si dimentica di toglierla. È la causa numero uno dei siti nuovi invisibili, e si risolve in un clic.
Un blocco nel file robots.txt rimasto dall’ambiente di prova.
Un tag noindex lasciato in pagina o impostato a livello di sito da un plugin SEO.
Il sito è appena nato. Se è online da pochi giorni, l’indicizzazione richiede tempo: invia la sitemap in Search Console e chiedi l’ispezione delle pagine principali.
Il sito è stato rifatto e gli indirizzi sono cambiati senza reindirizzamenti. Le vecchie pagine spariscono, le nuove ripartono da zero.
Caso B — È indicizzato ma non lo trovi
Qui prima di allarmarsi conviene capire cosa stai cercando. Se digiti il nome della tua azienda e non compari, è un problema. Se digiti una parola generica del tuo settore e non compari in prima pagina, spesso non è un problema: è concorrenza.
Le cause reali di un calo improvviso:
Un cambio di sito senza reindirizzamenti. È di gran lunga la causa più frequente dei crolli. Ogni vecchio indirizzo deve puntare al corrispondente nuovo
Contenuti duplicati fra due versioni della stessa pagina, che si dividono i segnali e non salgono né l’una né l’altra
Il sito è stato compromesso. Pagine iniettate, reindirizzamenti nascosti, avvisi di sicurezza. Controlla la sezione dedicata in Search Console
Una penalizzazione manuale, rara ma esplicita: se c’è, la trovi scritta in Search Console
Un aggiornamento dell’algoritmo. Succede più volte l’anno e ridistribuisce le posizioni. Se il calo coincide con una data e riguarda tutto il settore, non hai rotto niente tu
I cinque controlli in Search Console
- Rendimento: il calo è di impressioni o di clic? Impressioni ferme e clic crollati indicano un problema di titoli o di posizione, non di indicizzazione
- Indicizzazione delle pagine: quante escluse e per quale motivo
- Ispezione URL su una pagina importante: Google la vede come la vedi tu?
- Problemi di sicurezza: se c’è qualcosa, ha la precedenza su tutto
- Azioni manuali: raro, ma va escluso
Se non hai Search Console collegata, quella è la prima cosa da fare — senza, stai indovinando.
L’errore da evitare
Cambiare tutto insieme. Quando il traffico crolla la tentazione è riscrivere i contenuti, cambiare i titoli, installare un altro plugin SEO e magari rifare il sito.
Così, se qualcosa migliora, non saprai cosa. E se peggiora, nemmeno. Una modifica per volta, e il tempo di vederne l’effetto.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per rientrare? Se era un blocco tecnico, giorni. Se il sito è stato rifatto senza reindirizzamenti, settimane o mesi dopo aver sistemato la mappa. Se è un aggiornamento dell’algoritmo, dipende da cosa è cambiato.
Ha senso chiedere la reindicizzazione di tutte le pagine? No, e non è previsto farlo in massa. Ha senso sulle pagine importanti, dopo aver corretto il problema.
Mi hanno detto che serve rifare il sito. È vero? Quasi mai, e va verificato prima. Rifare il sito senza aver capito la causa spesso peggiora la situazione, perché aggiunge un cambio di indirizzi a un problema che non era quello.
Il calo può dipendere dalla velocità? Incide, ma raramente causa un crollo improvviso. Se il traffico è sceso di colpo, la causa è quasi sempre un’altra.
Se vuoi che guardiamo noi
Controlliamo indicizzazione, reindirizzamenti, sicurezza e andamento in Search Console, e ti diciamo in quale dei casi ti trovi — prima di toccare qualsiasi cosa.
SEO e assistenza siti web — ADS Network, dal 2005.